L’enogastronomia pompeiana conta un passato illustre. Numerose sono le ricette pervenuteci oggi. In particolare, è da segnalare il De re coquinaria (“L’arte Culinaria”) di Apicio. È un testo complesso e non omogeneo composto, però, da numerose ricette stravaganti e veri e propri manicaretti. Leggendolo possiamo imparare a conservare a lungo la carne o a preparare salse squisite per condire i nostri piatti.
Il territorio campano è stato da sempre dimora di prodotti genuini e infinitamente gustosi. Soprattutto negli ultimi anni sono state riscoperte le tradizioni enogastronomiche regionali: il pasto deve essere un piacere. Le specialità campane sono innumerevoli: vini, oli, ortaggi, carni, salumi, liquori, dolci, formaggi. Il godimento gastronomico, quindi, risulta in prima linea contro l’omologazione dei sapori dei prodotti e la loro manipolazione genetica. In Italia l’Associazione Slow Food sta facendo molto in merito alla salvaguardia delle tradizioni culinarie e della biodiversità per promuovere la qualità della vita, dell’ambiente e della salute dei consumatori.