Villa Rocca Matilde
Lungo le pendici della collina di Posillipo, poco oltre la grande piazza San Luigi, si erge in riva al mare Rocca Matilde, circondata da un parco di lecci e querce,palme e lauri che, nel corso dell’Ottocento, hanno preso il posto degli antichi agrumeti e conferito alla vegetazione l’impronta tenebrosa e selvaggia dei giardini della pittura preraffaellita.
La costruzione attuale sorge, sulle fondazioni del vecchio palazzo seicentesco di Oratio d’Acunto, nelle forme neogotiche volute dalla gentildonna inglese Luisa Dillon che, come marchesa di Salsa, ne divenne proprietaria dal 1842. La definitiva fisionomia vittoriana che essa conserva ai giorni nostri si perfeziona con i successivi lavori intervenuti dopo l’acquisto della villa da parte di George Wightwick Rendel. Anch’egli inglese, Rendel fu direttore dei cantieri navali Armstrong a Pozzuoli; per raggiungerli via mare, affidò all’ingegnere napoletano Alfonso Guerra, che curava i lavori di restauro e ampliamento della villa, la costruzione del piccolo porticciolo. Col ventesimo secolo la villa passò all’armatore Guglielmo Peirce, di famiglia irlandese poi trapiantata a Napoli, che la abbellì ulteriormente negli arredi e nelle decorazioni.
Come Villa Peirce, essa è ancor oggi nella memoria dei napoletani più anziani che la identificano con questo nome o con quello del successivo proprietario, Achille Lauro, anch’egli armatore, che l’acquistò nel secondo dopoguerra, alcuni anni prima di diventare sindaco di Napoli.
Dopo anni di abbandono, sono oggi in corso lavori di restauro, per conto della società che ne ha attualmente rilevato la proprietà e che le ha restituito il nome di Rocca Matilde, quello attribuitole dalla marchesa di Salsa in omaggio alla sua prima figlia, quando, nel 1842, ricostruì l’edificio con le torri ottagonali merlate che ne costituiscono tuttora il contrassegno architettonico.