
Ambiente
Negli ultimi decenni, l’oggettivo deterioramento delle condizioni ambientali determinato dalle attività produttive ed i gravi riflessi provocati sulla qualità della vita hanno comportato una progressiva attenzione e la sensibilità di tutte le parti sociali alle problematiche della tutela ambientale.
Questo cambiamento culturale, sociale e politico ha evidenziato e, nel contempo, modificato il complesso ed articolato rapporto tra sviluppo economico e salvaguardia ambientale.
Infatti, mentre in passato la crescita economica rappresentava il prioritario, se non addirittura l’unico obiettivo da perseguire, attualmente la difesa dell’ecosistema costituisce una delle principali sfide per i poteri pubblici e per gli operatori economici privati.
Dunque risulta fondamentale, anche per la Sire, definire modelli di sviluppo capaci di contemperare le esigenze produttive con quelle di protezione ambientale e delineare politiche finalizzate a prevenire e ridurre i fenomeni di “inquinamento” ambientale.
Il perseguimento degli obiettivi ambientali in ogni nazione è realizzato generalmente mediante il ricorso alla regolamentazione diretta che fissa limiti quantitativi di emissioni inquinanti o vincoli operativi alle imprese, prevedendo sanzioni in caso di inosservanza delle norme vigenti.
Lo strumento legislativo, anche se appare il più semplice ed efficace da attuare, in realtà si scontra con le rigidità tipiche dei sistemi burocratici e giuridici e con le capacità di controllo delle autorità preposte.
Di conseguenza, occorre utilizzare anche altri strumenti (economici o volontari), basati su meccanismi di cooperazione tra i diversi soggetti coinvolti e focalizzati anche sugli aspetti organizzativi e gestionali delle imprese. Infatti, la qualità ambientale, quale proprietà comune all’intera società, necessita dell’azione congiunta di tutti gli attori interessati, i quali sono parimente responsabili, anche se in misura diversa, della tutela ambientale.
In Italia si è cominciato a parlare di certificazione all’inizio degli anni ’90, con il diffondersi di principi come sviluppo sostenibile e proattività ambientale, termini che per gli addetti ai lavori significavano un enorme cambiamento nell’organizzazione aziendale e la possibile realizzazione di un sistema di gestione ambientale efficace ed efficiente.
A distanza di un decennio, l’idea di integrare fra loro i sistemi per la Qualità, l’Ambiente, la Sicurezza e l’Igiene suscita un interesse sempre crescente.
Infatti, questi quattro aspetti rappresentano, nel panorama aziendale, le variabili di maggiore importanza e che, tenute nella giusta considerazione, consentono una corretta gestione del processo produttivo, garantendo la conformità alle prescrizioni di legge.
Valutando tali variabili è possibile prevenire e/o individuare, tenendoli sotto controllo, difetti e criticità del sistema aziendale, consentendo la salvaguardia di un equilibrato rapporto con l’ambiente.
Le imprese si sono rese conto della necessità della gestione integrata nel momento in cui sono diventate consapevoli che i risultati aziendali dipendono strettamente dalla capacità di offrire un prodotto ed un servizio in grado di soddisfare non solo il cliente tradizionale ma anche i dipendenti e la società in generale.
La pubblicazione degli standard ISO 14001 hanno contribuito allo sviluppo della certificazione ambientale e della sicurezza sul luogo di lavoro; un atteggiamento di disinteresse nei confronti di queste nuove tendenze si può rilevare estremamente penalizzante in un mercato del lavoro dove è sempre più importante e premiante l’anticipazione delle esigenze normative.