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Sicurezza

I cambiamenti economici, sociali, politici e culturali che stanno determinando la precarietà degli anni in cui viviamo, prospettano una realtà a breve termine per niente lineare. Il nuovo millennio è quanto mai caratterizzato da turbolenze di scenario che rendono difficile ogni programmabilità. Il crollo delle grandi ideologie, i fenomeni di liberalizzazione, deregolamentazione e privatizzazione dell’economia, la globalizzazione dei mercati, la delocalizzazione della produzione, la concorrenza globale, hanno stravolto i tradizionali assetti geopolitici ed economici. Le pressioni sociali e quelle economico-competitive hanno imposto nuove sfide al mondo imprenditoriale, sfide che esigono risposte innovative nel modo di governare l’impresa. Non basta prendere in considerazione soltanto le aree di rischio tradizionali (come finanza o proprietà), ma uno spettro di rischi più ampio che include altre aree come immagine aziendale, etica, salute, sicurezza, ambiente. Urge slittare l’orientamento imprenditoriale ed effettuare il passaggio da una tradizionale “economia dell’irresponsabilità” – alimentata dalla diffusa e superficiale mentalità secondo cui business is business - ad una “economia della responsabilità”, che operi nella consapevolezza delle conseguenze di decisioni e azioni sui risultati economici e sociali. Un’economia che sappia coniugare efficienza ed equità e che venga ad incorporarsi in una nuova etica degli affari correnti.
Ricettiva all’assunzione di nuove ed urgenti necessità, la Sire rifiutato di abbracciare la tesi di quanti vorrebbero le norme etiche inserite quasi “naturalmente” all’interno del sistema competitivo, come una conseguenza involontaria nel gioco delle parti. La nostra azienda, al contrario, non ha mai ritenuto superflua un’attenzione specifica alle norme sociali, consapevole che pratiche illecite mirano solo a svilire e scardinare la parità concorrenziale.
D’altra parte, il costante interesse della Sire per la business ethics è stato sospinto dall’osservazione che non basta rispettare le leggi e produrre profitti, garantire posti di lavoro, dimostrare rispetto per il territorio e per l’ambiente per potersi dire soggetti morali. Adottare solo comportamenti opportunistici – così ricorrenti in economia – non paga. A tal fine, negli ultimi anni la nostra azienda si sta impegnando a rileggere, in maniera completa e coerente, l’intero apparato strategico delle scelte aziendali. Una rilettura che ci siamo imposti di effettuare sulla base di un’etica della responsabilità che discrimini sulle conseguenze del nostro agire